Nelle terre del Piacenziano

Carlo Francou, direttore del Museo geologico “G. Cortesi”, Castell’Arquato

Abstract


Il borgo medioevale di Castell’Arquato e la valle dell’Arda rappresentano un ambito territoriale nel quale l’emergenza storico-architettonica e quella ambientale si compenetrano, mettendo in evidenza un paesaggio in grado di testimoniare una storia geologica antica, che ancora oggi affiora grazie alla grande abbondanza di resti fossili. Fu Leonardo da Vinci, alla fine del XV secolo, a cogliere per primo il vero significato di queste antiche testimonianze che ancora oggi interrogano l’uomo contemporaneo. Proprio a lui si deve la più antica citazione dei fossili locali, riportata nel celeberrimo Codice Leicester.

Il visitatore che raggiunge Castell’Arquato dal fondovalle, scorge lungo il viale che affianca la collina del basso paese una bancata di biocalcarenite, testimonianza tangibile di quel braccio di mare che fino a circa 1,2 milioni di anni fa occupava l’attuale Pianura Padana. Su quei sedimenti poggia le proprie fondamenta l’intero borgo medioevale. Diversi edifici, muraglioni, gradini del centro abitato più antico sono stati infatti costruiti utilizzando proprio conci d’arenaria cementata all’interno dei quali si possono vedere chiaramente frammenti di conchiglie fossili.

L'importanza e la grande varietà di esemplari, specialmente per quanto riguarda la malacologia, richiamarono a più riprese l'attenzione di numerosi studiosi già dalla fine del Settecento su queste aree. Allo studioso svizzero Carl Mayer si deve l'istituzione nel 1858 di un piano geologico che prende il nome dalla provincia di Piacenza - il Piacenziano - utilizzato ancora oggi per indicare quelle "argille azzurre" di cui propriola Vald'Arda è la zona più significativa.

Le aree interessate dalle emergenze paleontologiche delle terre del Piacenziano si trovano inserite in un contesto paesaggistico ricco di testimonianze storico-architettoniche tra le quali spiccano il castello di Vigoleno, il già citato borgo di Castell'Arquato e Vigolo Marchese con il suo battistero. A queste località si aggiungono diversi ambiti territoriali dove spicca una produzione vitivinicola di particolare pregio.