Storia e storie dell'Ospedale militare di Piacenza (1869-1997)

Introduzione di Gian Paolo Bulla

Domenica di carta. La cultura è apertura. Archivi e Biblioteche si raccontano

Archivio di Stato di Piacenza, 11 ottobre 2015Gian Poalo Bulla

Ringrazio i presenti, i relatori, i colleghi e l’Assessore alla Programmazione Urbanistica del Comune di Piacenza Silvio Bisotti a cui cederò volentieri la parola perché ci ragguagli sulla destinazione probabile dell’importante immobile. In questi giorni c'è molta carne al fuoco a riguardo di numerosi edifici demaniali civili in via di cambiamento, di "valorizzazione" come si dice. Uno di questi è proprio l'Ospedale Militare che da poco è stato ceduto dal Ministero delle Difesa. L'Agenzia del Demanio l'ha immesso in un fondo gestito da Invimit con l'obbiettivo di destinarlo a funzioni private e pubbliche: si ipotizzano galleria commerciale e uffici comunali. Non solo, il 25 ottobre 2015 si terrà a Piacenza un OpenDay, durante il quale sarà possibile visitare gli immobili coinvolti nella Consult@azione pubblica per la valorizzazione e il riuso di una selezione di immobili dello Stato nella città (Chiese di S. Agostino e delle Benedettine, Caserma Dal Verme, ex rimessa locomotori ferrovia Piacenza – Bettola, bastioni e porte delle mura). L'Ospedale Militare di Viale Palmerio appare ora come un grande edificio, massiccio e un po' tetro. Quando chiuse mi domandai che fine avesse fatto l'archivio; voci lo davano per disperso, in sostanza buttato. Non è stato così, almeno parzialmente: infatti non si tratta della documentazione completa, per ragioni cronologiche e non solo. Abbiamo un archivio unicamente “sanitario” (visite, rassegne e fascicoli sanitari), a partire dal 1915. Quindi non c'è nulla prima del 1915, dei più di 50 anni di vita del nosocomio, e non c'è nulla dell'amministrazione, compresi costruzione e lavori edili. (registri di spedalità). Temo che dispersioni siano avvenute anche in occasione del trasloco dopo la chiusura: sono stati conservati e portati via solo gli atti personali che potevano avere ancora un valore giuridico oltre che storico. Il ritorno a Piacenza è avvenuto nel 2014 quando il competente la Direzione Sanitaria dell’Esercito doveva sgombrare i capannoni in un’area demaniale di Bologna: Prati di Caprara ovest – (Polo Protezione civile); qui con un accordo fra Agenzia del Demanio, Comune di Bologna, Invimit Sgr e Università di Bologna nelle aree Est e Ovest di Prati di Caprara si prevedono un mix di destinazioni private, residenziali e non, oltre alla costruzione di una nuova scuola e di un parco. In un capannone c’era il materiale archivistico di alcuni ospedali militari soppressi del Nord di competenza del Dipartimento di Medicina Legale di Milano; ci ha interpellati il colonnello Tibaldini, ci ha accompagnati a Bologna e poi ha fatto trasportare scatoloni su bancali sullo Stradone Farnese. Il materiale non si trovava propriamente in condizioni perfette, ma se non è sporco, disordinato e lacunoso si sa noi non lo prendiamo...! In S. Agostino, con tutte le difficoltà immaginabili, abbiamo cercato di trovare la maniera di riordinarlo in modo da renderlo, per quanto possibile, fruibile.