Bollettino storico piacentino. Notiziario dall'Archivio di Stato

BSP 2/2015

Documenti di Giuseppe Nicolini

La Soprintendenza Archivistica per la Toscana ha acquistato sul mercato antiquario
per conto di questo Archivio di Stato due lotti di documenti relativi al compositore Giuseppe Nicolini (Piacenza, 1762-1842). Il Conservatorio Nicolini acquistò tre dei lotti fra manoscritti e documenti riferiti a Nicolini battuti in un’asta del 2013 considerati molto importanti poiché contenenti opere strumentali sconosciute non riportate nei repertori.
Altri cinque lotti – due di questi contengono undici partiture originali (concerti, sonate,
sinfonie, mottetti composti fra 1799 e il 1811) di Gian Girolamo Fogliani designato
come «mecenate del Maestro Giuseppe Nicolini» – furono comprati da un collezionista svizzero che ne fornì al Conservatorio le riproduzioni. I due lotti rimanenti sono il n. 84, che contiene alcune partiture a stampa di brani da opere edite da Ricordi nel 1808, anno di nascita della famosa Casa Editrice, e il n. 86, comprendente quattro lettere indirizzate ad una marchesa e un biglietto redatti dal compositore. Essi, ora conservati in Palazzo Farnese, sono stati inseriti nella raccolta Manoscritti diversi, che contiene documenti non riconducibili a nessun fondo organico, oggetto di depositi, acquisti o piccole donazioni. (Gian Paolo Bulla)

L’archivio dell’Ospedale militare di Piacenza

Nella primavera del 2014 è stato acquisito l’archivio dell’Ospedale militare di Piacenza,
che copre un arco cronologico dal 1915 al 1970. L’imponente complesso documentario – 3.400 pezzi fra buste e registri per circa 500 metri lineari – è stato oggetto di un intervento che ha visto la realizzazione di un elenco di consistenza, che dà finalmente conto, diciott’anni dopo la soppressione del nosocomio, della documentazione rimasta.
Lo strumento di corredo, l’unico e fondamentale per questo fondo documentario, allocato presso i depositi dell’ex monastero di S. Agostino, è stato realizzato da Arianna Bonè. All’atto del deposito le buste si presentavano in totale disordine, anche se, dopo un’attenta analisi dei materiali, si sono potute rinvenire labili tracce dell’ordinamento originario e, riportare, seppur in minima parte, i documenti alle serie originarie. Il complesso archivistico ha subito negli anni ingenti perdite: mancano del tutto, infatti, gli atti fondativi, i documenti amministrativi, i regolamenti, i fascicoli del personale, mappe, disegni, carteggio che pure dovevano esserci ab origine.
La documentazione rimasta è costituita soprattutto da cartelle cliniche, ma non  mancano i registri degli ospedali da campo, alcuni registri di protocollo e i verbali della Commissione medica ospedaliera dal 1926 al 1970, cioè i verbali redatti dagli  ufficiali sanitari nell’ambito della procedura per il riconoscimento delle infermità come
dipendenti da causa di servizio.
Oltre alle carte dell’Ospedale principale di viale Malta, la cui prima pietra venne posata nel 1866, sono conservati i nuclei degli ospedali sussidiari come Taverna (1915-1918), Morigi (1915-1918, 1941-1943), Zanardi Landi (1915-1918), Mazzini (1915-1918), Giordani (1916-1918), Il Piacentino (1915-1917), San Lazzaro Alberoni (1917-1918), Seminario (1918-1919), Ospedale Civile  (1917-1918 e 1943), Reggio Emilia (1941), Borgo San Donnino (1916-1917), Torricella (1917-1918), Fiorenzuola (1917-1918), Castel San Giovanni (1916),  documenti soprattutto della Grande Guerra, quando Piacenza divenne una vera e propria città ospedale.
Questo elenco costituisce la prima e necessaria fase del lavoro, che dovrà essere completato con l’elaborazione di inventari per le singole serie, ai quali si sta procedendo grazie a uno stagista dell’Università degli studi di Milano.
Il recupero di questo archivio è particolarmente significativo perché, soprattutto per la parte del Novecento ricca di diverse migliaia di documenti, lascia ampio spazio alle ricerche statistiche, gli studi privilegiati per questo tipo di fonti seriali che si prestano alla campionatura, ma delle quali i nostri archivi sono ancora poveri. (Anna Riva)

Mostra documentaria «Storia e storie dell’Ospedale Militare di Piacenza»

In occasione delle Domeniche di Carta 2015, contemporaneamente alla presentazione dell’archivio dell’Ospedale militare è stata allestita, fino al 31 dicembre, la mostra documentaria didattica Storia e storie dell’Ospedale Militare di Piacenza, che accanto a documenti del nosocomio militare lascia spazio a piante, mappe e disegni dell’Archivio storico del Comune di Piacenza. L’Ospedale piacentino, infatti, sorse nei pressi dell’antica Porta di San Raimondo su terreni di proprietà comunale e fu il primo ospedale militare costruito ex novo nell’Italia unita. I lavori, iniziati nel 1866, terminarono solo tre anni dopo, quando l’ospedale entrò in funzione per rimanerlo fino al 1997.
La mostra offre molteplici filoni di ricerca, per esempio partendo dai ruoli matricolari dove sono segnalati i ricoveri dei militari, che, nel caso delle guerre, possono gettare nuova luce sui soldati malati o feriti, che la propaganda ignorava perché percepiti come ‘imboscati’ tacendo delle epidemie o malattie croniche contratte proprio al fronte. La mostra è stata curata da Arianna Bonè e Anna Riva con la collaborazione di Gian Mario Boccaccia. (Anna Riva)