Bollettino storico piacentino. Notiziario dall'Archivio di Stato

BSP 2/1998

Lavori in corso


In attesa della realizzazione di un nuovo deposito presso l'attuale sede – purtroppo ormai inadeguata – proseguono le operazioni per acquisire o rendere consultabili, tra gli altri, i seguenti fondi, di alcuni dei quali in passato si è già parlato:

 - Società italiana di ferrovie e tramvie poi Società emiliana autoservizi, sec. XX: l'ingente materiale fortunosamente ritrovato, composto anche da disegni tecnici, è stato ripulito e si stanno cercando finanziamenti per la schedatura;

 - Provveditorato agli studi, 1933- : nel 1998 è cominciata la selezione del materiale superstite a partire dalla Contabilità e si conta di identificare fino agli anni Sessanta le serie meritevoli di conservazione;

 - Scuole: finora l'unica documentazione pervenuta riguarda la scuola Giordani di cui, tramite la Direttrice del III Circolo Didattico, sono stati versati Elaborati scolastici e albi fotografici (1933-1964) per 44 voll. e 6 albi, unico residuo del vecchio corredo didattico esistente fino a non molti anni fa;

 - Tribunale di Piacenza: grazie alla meritoria opera della responsabile della Cancelleria, si sta predisponendo l'ingresso in Archivio di Stato di importanti serie archivistiche del Tribunale napoleonico e unitario (fascicoli penali, civili, fallimentari del sec. XIX con frammenti di carteggio novecentesco) che integrano la documentazione già posseduta, nonché del precedente Supremo Consiglio di giustizia e grazia per le Cause di fedecommesso (sec. XVII-XIX). Si tratta di ben 500 metri lineari totali;

 - Taffirelli-Malchiodi, sec. XVIII-XIX: la Soprintendente archivistica del Veneto Bianca Lanfranchi Strina, figlia di una Buelli di Bobbio, ha donato due faldoni di documenti vari delle famiglie bobbiesi Taffirelli e Malchiodi.
 


Sito Web

 L'Archivio di Stato di Piacenza ha pubblicato su Internet pagine Web, con il seguente indirizzo: www.aspc.archivi.beniculturali.it, con relativi recapiti di posta elettronica. Il sito comprende immagini selezionate e dinamiche ed è stato progettato da Gian Paolo Bulla con l'assistenza degli Web designers Gianluca Falzi e Lorenzo Tonelli. Le pagine sono dedicate a: a) Ubicazione dell'istituto; b) Introduzione (notizie, tipo di documentazione conservata); c) Servizi al pubblico (orari, regolamento di sala di studio ecc.); d) Guida (indice dei fondi archivistici); e) Notiziario (rubrica d'informazioni e news), f) Link d'interesse. La realizzazione, che si inserisce nel Sistema archivistico nazionale del Ministero per i beni e le attività culturali, conta di avvicinare maggiormente i cittadini ad una realtà spesso misconosciuta, che in ogni caso tutela e valorizza una parte cospicua del patrimonio storico documentario del territorio piacentino. La pubblicità offerta da Internet può costituire un mezzo diretto di contatto non solo tra l'Archivio di Stato e gli studiosi, ma anche con gli enti e i privati detentori di archivi d'interesse storico.



Per la conoscenza di una biblioteca medievale

Nel 1999 è prevista la realizzazione della mostra didattica intitolata La biblioteca medioevale. Dal manoscritto al frammento, dal frammento al manoscritto, che si svolgerà, indicativamente, dal 6 febbraio al 30 aprile 1999. Lo scopo principale dell'iniziativa è di valorizzare l'antica biblioteca capitolare di S. Antonino, importantissima istituzione della Piacenza medioevale e, per la ricchezza dei materiali, oggi purtroppo dispersi, caso unico nell'Emilia occidentale. La maggior parte dei frammenti e dei codici presi in esame ed esposti nel corridoio dell'Archivio di Stato, proviene dall'Archivio Capitolare di S. Antonino, ma presteranno anche la Biblioteca Comunale Passerini Landi, l'Archivio di Stato e l'Archivio Capitolare della Cattedrale di Cremona. Hanno assicurato la loro adesione la Soprintendenza Archivistica per l'Emilia Romagna, la Curia Vescovile di Piacenza, la Basilica e il Capitolo di S. Antonino, l'Associazione Amici del Bollettino storico piacentino e la Curia Vescovile di Cremona.



Tesi di laurea di interesse piacentino

Nel panorama, purtroppo, non troppo nutrito delle ricerche di storia contemporanea si segnala la tesi di Renza Malchiodi, Percorso storico-politico attraverso la presenza dell'Africa nella città di Piacenza, Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Scienze politiche, a.a. 1996-1997, rel. M. Mozzati. Viene affrontato, dal punto di vista contingente ma anche storico-documentario, il complesso delle relazioni di Piacenza e dei piacentini con il Continente nero. Nella prima parte si tratta della presenza piacentina in Africa riscontrabile nelle scarse raccolte documentarie, nelle fonti bibliografiche, nella toponomastica, e, infine, nell'attualità, attraverso le organizzazioni missionarie e di assistenza allo sviluppo. Nella seconda parte, si passa all'insediamento degli africani a Piacenza, con i dati, disaggregati per nazione, di domiciliazione, scolarizzazione, associazionismo e lavoro fino al 1996. Quel che emerge è che la nostra città, rispetto alla realtà emiliana, non è un primario centro di richiamo per questi extracomunitari e che i segni del contatto, a parte la risonanza degli episodi coloniali e il flusso migratorio ante 1990, limitato quasi esclusivamente all'Africa, sono ancora pochi. Copia della tesi è depositata presso l'Archivio di Stato.

Negli ultimi anni, molta attenzione si sta manifestando nei confronti dei cd. membra disiecta. Nei secoli XVI e XVII, quando l’età e i libri a stampa resero a molti incomprensibili e inutili gli antichi codici manoscritti, si diffuse il costume di riciclarli, smembrandoli ed utilizzandoli come rinforzo e coperte di altri documenti, visto che la pergamena garantiva una migliore protezione rispetto a carta o cartoncino. Così facendo, in alcune secolari serie archivistiche – laddove non siano intervenute malaugurate manomissioni o asportazioni – sono contenuti frammenti di questo tipo, come attesta la tesi di laurea di Gianmarco Savi, I frammenti liturgici del fondo "Estimi rurali farnesiani" dell’Archivio di Stato di Piacenza. Inventario dei libri della messa, Università degli Studi di Pavia — Scuola di Paleografia e filologia musicale, Corso di Musicologia, a.a. 1997-1998, rel. G. Prato e correl. G. Baroffio. Il fondo in esame s’inserisce in questo contesto con i suoi circa mille frammenti membranacei, derivanti in gran parte da codici liturgici (messa e ufficio), ma anche da trattati teologici o giuridici, vite di santi, Bibbie.

Per la tesi si è proceduto a una selezione, con l’impegno di concludere l’inventariazione in vista di una possibile e auspicabile pubblicazione. Ci si è quindi concentrati sui libri della messa (messale, sacramentario, lezionario, evangelistario) in particolare su un nutrito gruppo di frammenti individuati come membra disiecta dal medesimo messale piacentino della seconda metà dell’XI sec. che è stato possibile ricostruire integralmente, ovviamente per le carte superstiti. Questo encomiabile studio s’inserisce, quindi, nel clima di quella riscoperta degli antichi frammenti liturgici di cui il professor Giacomo Baroffio, in varie città italiane, è artefice. Copia della tesi è depositata presso l'Archivio di Stato.