Bollettino storico piacentino. Notiziario dall'Archivio di Stato

BSP 1/2003

Il primo fascicolo semestrale 2003 del Bollettino Storico Piacentino (a. XCVIII, 2003/1) è un numero monografico che raccoglie gli Atti del Convegno di studi tenutosi a Piacenza, il 12 aprile 2002, intitolato "Storie di casa. Negli archivi storici delle famiglie piacentine" promosso da: Archivio di Stato di Piacenza, Soprintendenza Archivistica per l¹Emilia Romagna, Bollettino Storico Piacentino, Fondazione di Piacenza e Vigevano.


Il fascicolo può essere acquistato rivolgendosi all¹editore Tip.le.co, via Salotti 37, loc. S. Bonico, 29100 Piacenza (tel. 0523380102 fax 0523380520 e-mail: info@tipleco.it) oppure alla Libreria Internazionale Romagnosi, via Romagnosi 31, 29100 Piacenza (tel. 0523338474 fax 0523384061 e-mail: gobbiprofessional@libero.it ; gobbibook2@libero.it).


Dall'Archivio di Stato

Conferenze in Archivio
 
Si è tenuto, presso l’Archivio di Stato di Piacenza, un ciclo di conferenze, chiamato ConferenzArchivio, dedicato a "Piacenza tra medioevo ed età moderna". Esso ha preso il via in occasione della V settimana della Cultura, con lo scopo di portare alla conoscenza di tutti, ricerche, soprattutto archivistiche, effettuate a Piacenza negli ultimi anni. I tre incontri sono stati tenuti da giovani ricercatori provenienti da vari Atenei, come Marina Picco, dell’Università Statale di Milano, che ha relazionato sull’amministrazione e sulla finanza pubblica a Piacenza durante la signoria di Filippo Maria Visconti (1418-1447) e Roberto Bellosta, anch’egli ricercatore per l’ateneo milanese, che ha invece trattato i ruoli degli ufficiali ducali e le istituzioni piacentine in età sforzesca (1448-1499). Un periodo ampio e travagliato che segue già un secolo d’influenza e dominio milanese. Raffaella Gorini dell’Università di Pavia ha svolto una minuziosa relazione sull’architettura del vecchio ospedale di Santa Maria di Campagna, dalla sua fondazione quattrocentesca alla fine del ‘700, mentre Gabriela Zucchini ha trattato il tema dell’assistenza ai poveri, dalla manifestazione della "pietas" religiosa medievale all’intervento dello Stato. Ha concluso i lavori Adelaide Ricci dell’Università di Parma, la quale ha dissertato sulla legislazione suntuaria, ovvero i provvedimenti sul contenimento del lusso a Piacenza dal XIII al XVI secolo. ConferenzArchivio è stata l’occasione per fornire dei percorsi storici particolari, in un quadro d’insieme, riferiti alla società piacentina durante il difficile passaggio da un’epoca, troppo spesso definita "buia", ad un’altra che è stata anticamera di grandi innovazioni scientifiche e filosofiche. E’ stata anche occasione per unire il rigore della ricerca alla pura divulgazione, l’interazione col pubblico ha consentito di "comunicare" la storia, possibilità ritenuta da taluni ancora troppo ostica. Intendimento dell’Archivio di Stato di Piacenza è fare di ConferenzArchivio un appuntamento fisso annuale.

 

Le ultime acquisizioni archivistiche
 
Prosegue l’attività di selezione e di raccolta degli archivi storici degli Uffici dello Stato, compito precipuo degli Archivi di Stato la cui struttura e funzione non sembra essere modificata nell’incipiente ristrutturazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Grazie alla piena collaborazione degli Uffici consegnanti si giunge, in presenza spesso di materiale disordinato, alla redazione di elenchi sufficienti a descrivere e a valorizzare, se posta in consultazione, la documentazione. Dallo scarto dei fascicoli cessati del Servizio prevenzione incendi per le aziende sottoposte ad esame e collaudo secondo il D.P.R. n. 689/1959, sono state conservate alcune tipologie d’impresa. Si tratta delle ditte conserviere, casearie, cementiere, molitorie, tipografiche, ecc. a cui s’aggiungono le società e gli enti a rilevanza nazionale, costituenti il fondo Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Piacenza, Prevenzione incendi (a campione), 1950 post. A causa dell’esaurirsi delle competenze prefettizie su parrocchie e benefici parrocchiali (nomina e stipendio dei parroci, autorizzazione agli interventi edili) avvenuto dopo il 1985 con la creazione dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e con il loro riconoscimento giuridico, è stata acquisita la serie Prefettura di Piacenza, Affari del culto, 1930-1997, bb. 156 che comprende tutte le fondazioni parrocchiali piacentine distinte per comune e titolo canonico. La Questura poi ha raccolto ed elencato, in ordine alfabetico, i fascicoli dei pregiudicati chiusi entro il 1962. Si tratta, in sostanza, del Casellario di Polizia Giudiziaria per gli individui con precedenti o pendenze penali, sottoposti di massima a misure di prevenzione e sicurezza, arrestati, condannati o sottoposti a libertà vigilata (Questura di Piacenza, Casellario di Polizia Giudiziaria, 1900-1962, bb. 112 con fascc. 4.719). Infine, come s’era già dato conto, all’Archivio di Stato è affluito ciò che resta dell’archivio storico dell’ex Provveditorato agli studi (ora Centro Servizi Amministrativi), 1897-1977, bb. 541, materiale che si congiunge a un primo spezzone ricevuto tre anni fa. Spiccano fra gli atti i fascicoli personali degli insegnanti delle scuole primarie, rurali e popolari della prima metà del Novecento, in forza al Ministero dell’Istruzione e all’Ente per l’Educazione Nazionale. E’ opportuno sottolineare come l’intervento, frutto di una lunga e tribolata gestazione che ha ovviato a un pluriennale abbandono, sia stato portato a termine grazie alla fattiva collaborazione dell’Amministrazione Provinciale (archivista dott.ssa Boselli), del Centro Servizi Amministrativi (sig. Dotti) e della ditta Gregori Gaetano. Un’impresa meritoria che ha permesso di liberare due aule del Liceo Cassinari impropriamente occupate. Tutto ciò, però, non comporterà un’immediata libera consultabilità della documentazione. Infatti, è ancora impedita da un’ostinata burocrazia l’ultimazione dei depositi sussidiari presso l’ex monastero di S. Agostino. Ma tant’è! Verranno tempi migliori anche per chi si occupa, tenacemente in trincea, degli archivi storici.

 
 
Tesi di laurea d'interesse piacentino
 
E' un elaborato dedicato all’istruzione primaria la tesi di Barbara Spazzapan, Scuola elementare e società a Piacenza negli anni del fascismo, Università degli studi di Parma, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.s. 2001-2002, relatore prof. Giorgio Vecchio.

E' diviso in tre parti riservate al fascismo piacentino, alle politiche nazionali scolastiche, educative e assistenziali, alla realtà scolastica urbana locale ed è basato sulle fonti d’archivio (di cui si lamenta però la frammentarietà), sulla lettura di quotidiani e di altre fonti bibliografiche e su alcune testimonianze orali. Visto che già dal 1911 le scuole elementari, prima di competenza delle municipalità, furono assegnate allo Stato, sulla scuola e sugli altri organismi d’interesse giovanile il fascismo puntò molto, ponendosi in concorrenza e in alcuni casi soppiantando le istituzioni cattoliche, mirando al livellamento delle nuove generazioni allevate nel mito della "rivoluzione fascista". Nacquero così nel 1925 l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, un anno dopo l’Opera Nazionale Balilla., mentre il P.N.F. dal 1930 arrivò a gestire direttamente i Patronati scolastici comunali, i doposcuola, le biblioteche scolastiche, quasi tutte le scuole rurali, le colonie estive, queste ultime attraverso l’O.N.B. (incorporata nel 1929 nel Ministero dell’Educazione Nazionale) poi G.I.L. Anche la riforma attuata nel 1923 da Gentile e Lombardo Radice, riforma selettiva di stampo liberale, fu costretta entro i limiti dell’ideologia mussoliniana, con l’adozione nel 1929 dei testi scolastici unici della Libreria di Stato e con le modifiche apportate dal ministero Bottai (1936-1943); L’A. analizza le condizioni degli insegnanti elementari, trasformati vieppiù in esecutori della propaganda del regime che nel 1935 creò un Ministero apposito, il Minculpop. Per la parte piacentina, si rievocano i quattro rioni scolastici in cui sul finire tra Ottocento e Novecento furono costruite in successione le scuole Giordani, Taverna, Mazzini e Alberoni. Molto interessanti sono gli ampi stralci dalle cronache scolastiche, rese obbligatorie nel 1924-1925 così come il passaggio dai voti ai giudizi. Pur mancando le autentiche voci degli alunni, emerge uno spaccato in cui ricorrenze, feste, esercitazioni, al pari dell’attenzione per l’assistenza sanitaria e l’igiene personale, scandiscono il tempo della scuola primaria, dimensione ovviamente centrale nella società del Ventennio. Si spera, in un futuro prossimo, di poter contare su una documentazione più cospicua grazie al riordinamento dell'archivio dell'ex Provveditorato agli studi di Piacenza, realizzato con il concorso dell'Amministrazione Provinciale, e con il versamento degli archivi scolastici, il primo dei quali è stato quello del circondario di Bobbio. Copia del lavoro è depositata presso l’Archivio di Stato.